Case Study
Dati reali. Nomi rimossi per accordo di riservatezza. I primi quattro case study descrivono problema, approccio e risultato misurato. L'ultimo è un caso di sola strategia.
5 case study documentati
Lead Generation · B2B · Branding
ROAS
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Ecommerce · Multi-categoria · Italia
Fatturato
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Outbound · B2B · Macchinari Agricoli
Da 370€ investiti
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Forniture B2B · Fotovoltaico · Italia
Preventivi
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Analisi di mercato · Strategia · Settore Immobiliare
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Nomi aziende rimossi per accordo di riservatezza.
Come lavoro con un cliente
Audit completo del business e di mercato
Studio una strategia e preparo il piano d'azione
Configurazione piattaforme e coordinamento team
Lancio campagne e piano editoriale
Prendere quello che ha funzionato e scalarlo
15 minuti per capire se c'è fit con il vostro team e i vostri obiettivi.
Situazione di partenza: account ereditato con €2.000 bruciati e zero vendite generate.
Il targeting era basato su interessi generici non pertinenti alla nicchia; le creative erano video rigidi, impersonali, incapaci di creare connessione con il pubblico B2B giusto.
L'analisi iniziale ha evidenziato due problemi strutturali, il targeting era basato su interessi generici non pertinenti alla nicchia, e le creative erano video rigidi, impersonali, privi di autenticità e incapaci di creare connessione con il pubblico giusto.
Intervento: costruiti tre funnel con leve di ingresso distinte. Wine Funnel: creative sui pain point reali del settore (packaging, identità, visibilità), senza tono vendita. Quiz Funnel: analisi dello "status online" dell'azienda — 208 iscrizioni a €12,90 per lead. Logo Funnel: analisi gratuita del logo come leva di ingresso, CPL di €5,10 con alta qualità dei contatti.
Invece di ottimizzare ciò che non funzionava, sono ripartito da zero con un approccio basato su test rapidi. Ho attivato tre funnel distinti, ognuno con una leva di ingresso diversa.
Ho identificato la nicchia wine come la prima a rispondere con forza. Le creative parlavano dei problemi reali del settore come packaging, visibilità, identità, senza tono vendita. Il case study usato poi in retargeting ha generato lead altamente interessati.
Ho costruito un funnel basato su un quiz che analizza lo "status online strategico" dell'azienda. Questo formato ha permesso di intercettare lead da nicchie multiple, qualificandoli automaticamente attraverso le risposte. Risultato: 208 iscrizioni a €12,90 per lead.
Il funnel più performante in termini di CPL, dove offriamo un'analisi gratuita e dettagliata del logo aziendale come leva di ingresso. Nonostante il costo per lead di soli €5,10, la qualità dei contatti raccolti è rimasta molto elevata grazie all'alta rilevanza del servizio per il target B2B.
L'approccio basato sui tre funnel ha permesso di ribaltare completamente le performance dell'account, trasformando un investimento inizialmente a fondo perduto in una macchina generatrice di fatturato.
La strategia non ha solo abbassato i costi di acquisizione (fino a €5,10 per lead), ma ha creato un sistema scalabile dove ogni euro investito genera un ritorno misurabile e prevedibile.
Risultato: ROAS del 1520% grazie alla chiusura di contratti high ticket (AOV €7.000). Tasso di chiusura lead→cliente del 2%, un dato solido per servizi B2B ad alto valore. Pipeline commerciale sempre attiva con CPL medi tra €5,10 e €12,90.
Il cliente gestiva le campagne in totale autonomia, affidandosi principalmente ai consigli standard dell'assistenza Meta e Google. Per anni le cose sono andate bene, fino a quando l'efficacia delle campagne ha iniziato a scendere. Il ROI di mese in mese si assottigliava.
Efficacia sballata: Gli ordini erano molto altalenanti, senza avere una stabilità. Crisi di reputazione: le recensioni negative su Trustpilot stavano compromettendo la fiducia dei potenziali clienti. Sito lento: nel tempo hanno inserito sempre nuovi plugin rallentando significativamente il sito. Automazioni inesistenti: mancavano sistemi automatici per recuperare i carrelli abbandonati e fidelizzare i clienti.
Ho analizzato i trend di vendita degli anni precedenti per individuare i prodotti stagionali e suddividere il catalogo in base a due variabili: domanda e redditività. Su Google ho realizzato una campagna dedicata ai prodotti con maggiore domanda e miglior rendimento (Best Seller), affiancandola con una campagna per il resto del catalogo con domanda più contenuta e marginalità/ROAS inferiori, con l'obiettivo di sfoltire il magazzino. Questo approccio mi ha permesso di bilanciare volume e redditività.
Invece su Meta, ho creato una campagna Broad per intercettare nuovi clienti non ancora consapevoli dei brand, affiancandola a una campagna di retargeting per chi non ha acquistato e una campagna dedicata ai prodotti stagionali per sfruttare i picchi di domanda periodici. Questo approccio mi ha permesso di presidiare l'intero funnel garantendo volumi continui.
Il cliente aveva solo un'automazione per far lasciare recensioni su Feedaty, dove ne ha raccolte tante, ma su Trustpilot arrivavano senza invito solo recensioni negative. Ho attivato un'automazione per lasciare richieste di recensione su Trustpilot e alzare così la media. Il risultato è stato un rating di 4,1 stelle su 5, molto buono, con 100 recensioni.
È stata effettuata un'ottimizzazione approfondita del sito, rimuovendo i plugin non necessari o sostituendoli con soluzioni più leggere e introducendo trigger e caricamenti differenziati per evitare di caricare tutti gli elementi della pagina contemporaneamente. Attraverso questi e altri interventi più tecnici, è stato possibile ridurre significativamente i tempi di caricamento delle pagine e, di conseguenza, il drop-off degli utenti.
Sono state implementate diverse automazioni lungo il customer journey, con l'obiettivo di aumentare le conversioni, recuperare opportunità di vendita e favorire il riacquisto:
Channable
Per gestire in modo efficiente un catalogo di oltre 8.000 prodotti, ho implementato e configurato Channable. Che mi ha permesso di segmentare il catalogo in maniera strategica e ha migliorato drasticamente il ranking sui feed, grazie alla creazione e mappatura di attributi mancanti, e all'ottimizzazione dei titoli e delle descrizioni.
Una startup nel settore dei macchinari agricoli doveva entrare nel canale distributivo. Non cercava clienti finali, cercava rivenditori specializzati disposti a inserire il prodotto nel proprio catalogo. I rivenditori giusti erano pochissimi e andavano identificati uno per uno. Dovevano essere di dimensioni rilevanti, non trattare già marchi concorrenti, operare in zone compatibili con il macchinario e trovarsi vicino alle coltivazioni delle varietà specifiche. Raggiungerli con campagne ads avrebbe richiesto una spesa fuori proporzione.
Abbiamo scelto un approccio fisico. Identificati i rivenditori target, abbiamo recapitato ai loro decision maker un cofanetto in legno personalizzato con il brand del cliente. Dentro c'erano una chiavetta USB con video dimostrativi dei macchinari in azione, una brochure con schede tecniche e condizioni commerciali e un QR code verso una landing page con VSL dedicata per richiedere il contatto. L'obiettivo non era solo informare. Era creare una prima impressione che nessuna email avrebbe potuto fare.
La selezione dei rivenditori è venuta prima di tutto. Filtri per dimensione, assenza di concorrenti in catalogo, zona geografica, vicinanza alle coltivazioni target. Poi la produzione del kit, la landing page collegata al QR code, l'invio. Il follow-up telefonico o via email è arrivato dopo, su un terreno già preparato.
10 cofanetti, €370 di investimento totale. Tutti e 10 i rivenditori hanno risposto e aperto una conversazione commerciale. 2 accordi chiusi, €100.000 in ordini confermati. Costo per lead: €37. Costo per accordo chiuso: €185. Zero concorrenza sullo stesso approccio nello stesso mercato.
Ecco un riassunto dell'analisi e della strategia realizzata per un cliente che si è affidato a me per un'analisi strategica, senza operatività.
Il contesto
Un'agenzia immobiliare indipendente in Sicilia, con tre sedi, voleva lanciare un brand tutto suo, distinto dai grandi franchising del settore. Per farlo serviva una strategia di comunicazione. Fino a quel momento il cliente sceglieva l'agenzia quasi per caso, o per il cartello in vetrina.
Il mio ruolo
Ho curato la strategia, dall'analisi di mercato al posizionamento, dall'offerta ai canali. Racconto come ho ragionato e cosa ho deciso.
L'analisi
Il mercato locale era in realtà tre mercati molto diversi, la concorrenza lasciava libero lo spazio della vicinanza al territorio e dalle recensioni emergeva sempre la stessa paura, quella di non avere certezze. Ogni sezione qui sotto si apre con un clic.
Il mercato immobiliare italiano ha chiuso il 2025 con oltre 766.000 compravendite residenziali, il 6,4% in più dell'anno precedente. Nel territorio ho trovato quattro tensioni, ognuna con un'opportunità concreta.
I canoni crescono oltre il 6% l'anno e bilocali e trilocali trovano inquilino in fretta. L'offerta non tiene il passo perché molti proprietari scelgono l'affitto breve turistico. Chi gestisce bene un portafoglio di affitti presidia un servizio molto richiesto e con poca concorrenza qualificata.
Cresce la domanda di investitori in cerca di rendimento turistico. Il rendimento lordo da locazione si aggira sul 6,9%, tra i più alti d'Italia. Chi compra qui non compra metri quadri ma un flusso di cassa, e la consulenza deve partire da questa premessa.
Nel 2025 gli stranieri hanno rappresentato tra il 5% e il 15% delle compravendite residenziali, con oltre 5,5 miliardi di euro e circa 8.700 transazioni. Cercano su Google, su Instagram e sui portali specializzati, non nelle agenzie fisiche. Senza una presenza digitale strutturata e in più lingue, questo segmento resta fuori portata.
Le zone centrali crescono del 3% mentre alcune aree periferiche si rivalutano grazie alle nuove infrastrutture di mobilità. Chi conosce queste micro-dinamiche prima che finiscano nei prezzi può offrire una consulenza di valore e non una semplice intermediazione.


I prezzi di vendita in Sicilia sono tornati a salire dopo il minimo del 2022, mentre gli affitti crescono in modo continuo da anni.
Leggere l'area come un mercato unico è l'errore più comune nel settore. I numeri mostrano dinamiche molto diverse.
| Zona | Vendita (€/mq) | Affitto (€/mq) | Trend affitti |
|---|---|---|---|
| Località turistica | 2.717 | 10,36 | Stabile |
| Città costiera vicina al capoluogo | 897 | 6,71 | +5,34% |
| Frazione costiera in crescita | 1.488 | n.d. | n.d. |
| Media provinciale | 1.310 | n.d. | +6,15% |
La località turistica ha la media più alta della provincia e una transazione vale due o tre volte quella dell'altra città. Chi compra qui cerca raramente la prima casa: cerca un rendimento, una seconda casa o un progetto di ospitalità turistica.
La città costiera è in forte crescita per la velocità della domanda più che per i prezzi, ancora contenuti. La fascia sul mare corre di più, trainata da seconde case e da investimenti in B&B, e il collegamento con il capoluogo la rende interessante anche per le famiglie che cercano la prima casa fuori città.
Il capoluogo ha una crescita media dell'1,2% nel primo semestre 2025, con le zone centrali al 3%. Il centro è il mercato più dinamico, con valori tra 1.750 e 2.600 €/mq per gli immobili con vista mare.
Sul totale, il 75,2% degli acquisti in Italia riguarda la prima casa e il 17,9% gli investimenti. In questa zona il 36% degli acquisti è per investimento. I venditori hanno in media 55 anni, gli acquirenti 43, con una fascia sotto i 34 anni in forte crescita.
Ho mappato quattro tipi di concorrente, ognuno con un punto di forza e uno spazio lasciato libero.
È il concorrente diretto, presente con sedi nello stesso territorio. Punta sull'immobile di prestigio e su una rete internazionale di clientela premium, con un portafoglio contenuto di poche decine di annunci. Comunica come un brand internazionale, con un tono curato e distante dal territorio, e non presidia famiglie, prima casa e locazioni. Lo spazio libero è il rapporto diretto con il cliente locale.
Presente da oltre trent'anni con una grande macchina di generazione di contatti. Vince per capillarità e per la sistematizzazione dei processi, ma le agenzie sono tutte uguali da una città all'altra. Chi cerca un riferimento locale e personale non si riconosce in questo brand.
Sono forti sulla prima casa e sull'investimento, con profili curati sui portali. Hanno molte sedi sul territorio, ma nelle ricerche locali emergono poco per un posizionamento SEO insufficiente, e gli agenti indipendenti non hanno un radicamento locale profondo.
Hanno un'alta conoscenza del territorio specifico e rappresentano il benchmark di servizio percepito dal cliente locale.
I portali non sono concorrenti diretti, ma sono il campo dove si gioca la visibilità. La qualità della presenza, tra foto, descrizioni e numero di annunci attivi, è un fattore competitivo determinante.
Molte agenzie pubblicano, ma solo due lo fanno in modo continuo e curato. Un agente molto visibile ha vinto la battaglia dell'attenzione ma rischia quella della reputazione: se il servizio in agenzia non è all'altezza, le recensioni negative cancellano l'effetto dei video. Un secondo modello mostra che si può diventare virali restando seri e pacati, perché dietro la visibilità c'è un'organizzazione con oltre mille recensioni.
La sfida digitale si gioca su tre livelli: SEO locale, qualità della presenza sui portali e attività a pagamento. Per i termini principali del settore, come case in vendita, case in affitto e immobiliare, le ricerche mensili stanno tra 1.000 e 10.000, con concorrenza bassa o media e offerte per clic che vanno da pochi centesimi a circa 0,70 €.
Anche la nicchia internazionale merita attenzione. Le ricerche in inglese sul mercato locale sono poche centinaia o migliaia al mese, ma crescono in modo netto da un anno.

Ho letto le recensioni vere dei clienti di agenzie molto visibili online. Ricorrono sempre le stesse lamentele.
La prima è la mancanza di trasparenza, con promesse a voce diverse dalla realtà, come immobili già affittati, documenti negati o metrature non corrette. La seconda è la gestione caotica degli appuntamenti, con persone arrivate da lontano che trovano la visita cancellata o l'immobile già venduto. La terza è la scarsa empatia: ottenuto il contatto, il cliente viene trattato con sufficienza.
Lo spazio libero era quindi la trasparenza, più che la visibilità.
La strategia
Il posizionamento: «L'unica agenzia che trasforma la giungla immobiliare in un percorso limpido, sicuro e senza sorprese». Il prodotto diventa la rimozione del rischio, più che la mediazione. Si regge su tre assi: il territorio, perché si conosce la storia tecnica degli immobili prima che diventino annunci, la trasparenza, perché ogni ostacolo viene risolto o dichiarato prima della proposta, e il valore, perché il budget del cliente viene trattato come il proprio.
Il mercato non ha un cliente unico. Ho definito quattro profili, ognuno con una leva psicologica e un obiettivo strategico diversi.
Il prodotto non è la mediazione ma la rimozione del rischio. Ho strutturato un'offerta che risponde punto per punto ai timori emersi dai profili.
Sito e SEO locale. Un sito costruito per la ricerca locale, con pagine per area geografica e per tipo di cliente (vendere, comprare, investire, affittare) e una sezione in inglese per il mercato internazionale. Contenuti dedicati a ogni micro-zona, con dati aggiornati e guide all'acquisto, generano contatti continui senza costo per clic.
Schede Google. Una per ogni sede, con foto professionali, descrizione curata, orari aggiornati e raccolta attiva delle recensioni. È il primo risultato quando qualcuno cerca un'agenzia nella zona.
Portali immobiliari. Annunci con fotografie professionali, descrizioni ottimizzate e planimetrie chiare. Il livello medio delle agenzie locali è basso, quindi il margine per distinguersi è ampio.
Pubblicità a pagamento. Google Ads con landing page per area, perché le parole chiave hanno buona intenzione d'acquisto e costi contenuti. Meta Ads per mostrare immobili e soluzioni a chi è interessato nei momenti di svago.
Video sui social. Visite commentate, analisi delle micro-zone, luoghi comuni da sfatare e retroscena delle trattative, con un volto riconoscibile che parla del territorio con autorevolezza.
Report sui rendimenti. Un documento con occupazione turistica media, canoni per fascia di prezzo e rendimento atteso per zona, usato come contenuto da scaricare per attirare investitori e proprietari di immobili turistici.
Gestione immobili. Un servizio con modello, commissioni e contratto tipo, di solito tra l'8% e il 12% del canone mensile per la gestione tradizionale e tra il 15% e il 20% per quella turistica. Genera entrate ricorrenti e stabilizza la cassa quando le compravendite rallentano.
Le foto decidono se un annuncio viene aperto. Ho definito un diagramma che stabilisce la copertina e l'ordine delle immagini, dando priorità assoluta agli scatti con più carica emotiva. Dove l'immobile è vuoto, grezzo o in ristrutturazione si usa l'intelligenza artificiale per generare simulazioni fotorealistiche, sempre dichiarate con un banner di trasparenza, per abbattere il muro dell'immaginazione dell'acquirente senza perdere fiducia.

Tono di voce. Diretto, competente, umano. Il brand evita sia il linguaggio burocratico delle agenzie tradizionali sia quello enfatico di chi vende sogni, e parla come un professionista che conosce il territorio meglio di chiunque altro. Aggettivi guida: autorevole e trasparente.
Il volto del brand. Non un'entità anonima ma una persona riconoscibile nei video, che parla in prima persona del territorio, con competenza e senza arroganza. L'attenzione si guadagna con il contenuto, la fiducia con la coerenza tra ciò che si dice online e ciò che si offre in agenzia.
Gli annunci. Titolo specifico, con zona, caratteristica principale e metratura. Descrizione in tre blocchi, che rispondono a «com'è la casa», «come si vive» e «cosa bisogna sapere». Almeno otto foto, con la copertina scelta dal diagramma, la planimetria e le simulazioni dichiarate per gli immobili vuoti.
Il dossier di trasparenza. È il documento consegnato durante la visita, fisico o in PDF, che anticipa ogni dubbio. Contiene la check-list dei documenti con stato di fatto, planimetria catastale, agibilità e classe energetica, l'analisi condominiale con le ultime tre delibere e la media delle spese, una descrizione onesta del vicinato, un prospetto chiavi in mano con prezzo, imposte, notaio e onorari dell'agenzia, e un breve giudizio su quanto sarebbe facile riaffittare o rivendere la casa tra cinque anni.
Per ogni fase, dall'ingresso alla chiusura, ho scritto le obiezioni tipiche, la strategia di risposta e uno script. Qui sono riportati come esempi.




Cosa ho consegnato
Un documento strategico con l'analisi di mercato, della concorrenza e dei social, i quattro profili cliente, il posizionamento, l'offerta, il piano dei canali, le linee guida di comunicazione e di tono, il protocollo per le foto, il modello del dossier di trasparenza e la gestione delle obiezioni.
Come l'avrei misurata
Non ho seguito l'esecuzione, ma questi sono gli indicatori che avrei misurato insieme al cliente, fissando gli obiettivi dalla situazione di partenza.
Documento strategico consegnato a maggio 2026. Nomi, luoghi e concorrenti rimossi per riservatezza.
Il contesto
L'azienda, attiva fino a quel momento solo nella consulenza B2B, decide di diversificare con tre nuovi servizi: strutture di supporto per impianti fotovoltaici, materiale plastico per cantieri e gabbioni per infrastrutture viarie. Tre prodotti, tre target diversi. Il meccanismo: importazione dalla Cina solo a ordine confermato.
Il problema: il trasporto avveniva esclusivamente a container. Un ordine = un container intero. Questo dettava anche il tipo di cliente a cui aveva senso rivolgersi: chi aveva commesse grandi.
Da qui nasce l'obiettivo di trovare quale dei tre servizi funziona bene e permette di essere scalato senza stravolgere il lavoro. Il problema era che nessuno dei tre aveva ancora dimostrato di funzionare sul mercato. L'azienda non aveva una presenza digitale, nessun dato su cui ragionare e nessuna certezza su quale delle tre direzioni valesse davvero la pena sviluppare. L'obiettivo non era vendere subito — era capire.
Il punto di partenza
Zero. Nessun sito, nessun account pubblicitario, nessuno storico di dati. Il cliente fino a quel momento si occupava solo di consulenze per aziende.
La prima cosa fatta è stata un incontro approfondito, nel quale ho fatto quante più domande possibili per capire a fondo il mercato.
Successivamente ho avviato un'indagine di mercato per capire come muovermi e che strategia adottare.
Abbiamo quindi realizzato il sito web, ottimizzando la geo e la SEO.
Poi abbiamo aperto una pagina LinkedIn aziendale e iniziato a creare 2 PED — uno per il profilo personale del CEO e uno per la pagina — pubblicando contenuti che commentassero gli aggiornamenti legati al mondo della logistica, approfittando di situazioni geopolitiche reali che compromettono le consegne e facendo leva su una garanzia che loro davano sulla merce ordinata. Oltre a questo si davano pareri personali e consigli sul business.
Abbiamo anche sviluppato 3 landing ad hoc, una per ogni servizio.
Poi abbiamo effettuato campagne su Google per intercettare una domanda consapevole.
Abbiamo fatto dei test suddivisi per tipologia di servizio e poi individuato il servizio che più funzionava: i supporti per il fotovoltaico.
La parte più delicata è stata trovare il giusto equilibrio tra qualità e volume dei lead: se eravamo selettivi arrivavano meno lead e, avendo poche conversioni, Google ci mandava per lo più lead sporchi; ma rimanendo troppo broad ottenevamo molti lead ma di bassa qualità.
Inoltre il cliente riusciva a gestire massimo 2 preventivi a settimana, in quanto per ognuno andava a sviluppare un progetto personalizzato. Dovevamo quindi generare un flusso stabile di lead di buona qualità.
Risultato
In quattro mesi l'azienda aveva già superato €1.000.000 di valore in preventivi ricevuti, con una spesa pubblicitaria complessiva di €7.139. Circa 45 richieste totali, con un contratto medio intorno ai €22.000.
Le campagne hanno risposto anche alla domanda di partenza: dei tre, i supporti fotovoltaici erano quelli con più mercato, margini migliori e clienti più qualificati.